Farmaci flebotropi (ad es. oxerutina e altri composti di origine vegetale)

Il repertorio di farmaci flebotropi disponibili in Italia è relativamente vasto.

Alcuni di questi farmaci possono essere acquistati senza ricetta e sono medicinali di automedicazione, mentre altri richiedono una prescrizione da parte del medico. In ogni caso, si raccomanda di rivolgersi al medico o al farmacista di fiducia che sapranno indicare il prodotto più adatto e come utilizzarlo.

Nella maggior parte dei farmaci flebotropi attualmente in uso, il principio attivo è costituito da molecole naturali, di origine vegetale ed estratte da piante come la Sophora japonica, la Centella asiatica, la vite rossa, il mirtillo e l'ippocastano, per citarne solo alcune.

La maggior parte di questi composti appartiene alla classe dei cosiddetti bioflavonoidi. I flebotropi più comunemente impiegati in Italia contengono i seguenti flavonoidi naturali o semisintetici: oxerutina, antocianosidi del mirtillo, esperidina, diosmina, derivati della quercitina. Grazie alla loro struttura chimica, i bioflavonoidi sono in grado di catturare e “neutralizzare” i radicali liberi dell'ossigeno e di altre molecole, specie particolarmente reattive e nocive per le cellule, prevenendo e limitando in tal modo il danno a carico dei vasi correlato all'insufficiente deflusso del sangue periferico.

L'oxerutina, è un flavonoide semisintetico ottenuto dalla pianta, Sophora japonica. L'azione antiossidativa dell'oxerutina si traduce in una riduzione della fuoriuscita di liquidi dai capillari, nella prevenzione della formazione di microtrombi e nel blocco della reazione infiammatoria che innesca il circolo vizioso alla base dell'edema degli arti inferiori.

Sophora

Altre molecole naturali presenti nei flebotropi in uso sono i terpeni e le saponine, anch'essi estratti da piante. La frazione terpenica estratta dalla Centella asiatica esercita il suo effetto vasoprotettore promuovendo la sintesi di proteine strutturali (come il collagene) che ripristinano il tono e l'elasticità della parete venosa. L'escina, estratta dai semi dell'ippocastano, è un miscuglio di saponine con proprietà vasocostrittrici e in grado di ridurre la permeabilità dei capillari.


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